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Dott.ssa Lucrezia Ferri Psicologa · Trani
Psicologia · 20 giugno 2025

Mente e corpo: due realtà profondamente connesse

Quando si dice “stare bene e in salute” si tende a pensare al solo aspetto fisico, non sempre riconoscendo il giusto peso alla salute della mente.

Quando si dice “stare bene e in salute” si tende a pensare al solo aspetto fisico, non sempre riconoscendo il giusto peso alla salute della mente che, nel mantenimento della qualità della nostra vita, è altrettanto importante. In ragione della frenesia, che spesso scandisce la nostra quotidianità, raramente ci concediamo spazi di riflessione personale in cui poter rielaborare e risignificare emozioni, sentimenti e vissuti che hanno segnato la nostra vita e che inevitabilmente continuano a tracciare un solco nel presente. Spesso si trascurano i benefici che deriverebbero da un percorso di cura di tipo psicologico.

Il modello bio-psico-sociale

Il modello bio-psico-sociale è una strategia di approccio alla persona, che attribuisce il risultato della malattia, così come della salute, all’interazione intricata e variabile di fattori biologici, psicologici e sociali.

Si mira a comprendere meglio il paziente nel suo complesso, considerando non solo gli aspetti fisiologici e medici, ma valorizzando anche la sfera psichica della persona (storia di vita, vissuti emotivi) inserita, inoltre, in contesti sociali, in una continua interazione reciproca con altre persone. Si tratta di approccio olistico alla Persona. E come tale siamo di fronte alla reale necessità di un lavoro d’equipe multiprofessionale.

Ansia e stress: quando il corpo parla

Si pensi all’ Ansia (un’emozione caratterizzata da un senso di agitazione, preoccupazione e minaccia, accompagnata il più delle volte da una reazione somatica che mette in allarme il corpo) e allo stress (una reazione che si manifesta quando un organismo percepisce uno squilibrio tra le sollecitazioni ricevute e le risorse a disposizione). Sono diventati quasi parte integrante delle nostre vite dove le sollecitazioni, le aspettative, le costanti richieste performanti provenienti dal mondo esterno sono sempre più incalzanti e il tempo da dedicare a noi stessi diventa sempre più stretto. Si sta parlando di disturbi che molto spesso possono causare somatizzazioni a livello fisico. Possono manifestarsi con cefalea, tachicardia, difficoltà di respirazione, insonnia, sensazione di chiusura della gola, dolori addominali, disturbi digestivi, problemi all’apparato muscolo-scheletrico.

Inoltre, quando si è sotto stress l’organismo attiva la reazione di attacco: entra cioè in campo il sistema nervoso simpatico che va a stimolare dei meccanismi che portano i muscoli a contrarsi. Se lo stress e l’ansia perdurano, i muscoli non riescono a uscire dalla fase di contrazione, dando luogo a dolori, malesseri, limitazioni nei movimenti. Fra l’altro, l’ansia e lo stress prolungati fanno calare i livelli di endorfine, sostanze che funzionano come antidolorifici naturali; di conseguenza, il dolore si avverte maggiormente.

Questi sintomi dimostrano come i dolori psicosomatici possano influenzare vari aspetti della vita quotidiana. È essenziale riconoscere che, sebbene l’origine di questi dolori sia psicologica, l’impatto fisico è reale e tangibile. Questa consapevolezza è cruciale sia per la diagnosi che per il trattamento efficace di questi disturbi, enfatizzando l’importanza di un approccio integrato che consideri sia la salute mentale sia quella fisica.

Che cosa dicono gli studi

Ad avvalorare la profonda connessione esistente tra psiche e corpo intervengono anche studi scientifici che confermano per esempio come il legame tra le esperienze avverse nei contesti relazionali durante l’infanzia e una maggiore vulnerabilità allo sviluppo di una disregolazione del sistema immunitario possa esitare in patologie autoimmuni nel corso della vita.

Le traiettorie di sviluppo in presenza di eventi traumatici nelle primissime fasi di vita possono avere un impatto psicobiologico pervasivo, lasciando la loro importa non solo nella mente degli individui ma anche una traccia incisiva sul loro corpo.

Ci troviamo inseriti in un quadro complesso in cui le patologie autoimmuni dovrebbero essere considerate anche come il risultato: della capacità individuale di valutare e rispondere agli stressor, della propria storia di vita e soggettività, delle risorse emotive e competenze relazionali.

La psiche comunica mediante il corpo tentando di allontanare vissuti penosi, generando modalità difensive finalizzate all’evitamento di una sofferenza interna sentita, probabilmente, come meno tollerabile di quella prodotta dal sintomo fisico. Il sintomo fisico non diviene altro che una forma di richiesta di aiuto per qualcosa di più grande.

Prendersi cura di sé

Alla luce di tali evidenze, scegliere di prendersi cura di sé stessi intraprendendo un percorso psicologico, di cura o prevenzione, significa aver veramente voglia: di mettersi in discussione, di iniziare a guardare ai problemi da prospettive diverse, di voler a star bene con se stessi e di riflesso anche con chi ci circonda. Significa ambire a una forma di benessere che passa sia dal corpo che dalla mente.

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